Archivi categoria: etologia

Gabbie dorate

 

Il concetto di “arricchimento ambientale” in etologia ci spiega se si possa parlare di benessere animale in cattività e ci fornisce la chiave per capire come rapportarci – o meno – al mondo selvatico. L’articolo di Chiara Grasso: IL BENESSERE ANIMALE IN CATTIVITA’ – ETICOSCIENZA

 

Immagine dal Web, autore sconosciuto

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Saperne una più del Cebo

Osservazioni su un curioso comportamento di una scimmietta arboricola ne mettono in luce le sorprendenti  capacità cognitive. Le ipotesi dell’etologa Chiara Grasso nell’articolo “Il cebo e il millepiedi: droga o insetticida?” contemplano comportamenti di auto-medicazione o la possibilità di induzione volontaria di uno stato psicotropo. E’ proprio come si attribuisce abbia espresso Einstein, “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata“.

 

Immagine da Pinterest, autore sconosciuto

Siamo tutti Ladyhawke

Come sfuggire all’impatto dell’uomo sull’ambiente? Gli altri animali devono modificare il proprio comportamento per ovviare alla pervasività umana. Bisogna interrompere un maleficio per incontrarci all’alba?  L’invasività dell’uomo costringe gli altri animali a diventare notturni – Marchesini Etologia

Quando possiamo dire che un animale “sta bene”?

“Benessere animale” è un’espressione molto usata negli ultimi tempi. Da un lato riflette in positivo la maggiore attenzione alla sensibilità in senso ampio degli animali non umani, dall’altro diventa ossimoro o contraddizione in termini quando contestualizzata agli allevamenti, dove se un’attenzione all’animale esiste è nella sostanza solo in termini di migliorarne la resa e produttività e dove per quanto si curino gli aspetti più basici dell’essere in vita degli animali certo non si garantisce loro una vita di dignità e libertà. Ma quando possiamo dire che un animale stia bene? Questo articolo chiarisce in maniera neutrale i due interessanti  concetti di Welfare e Welbeing: QUANDO POSSIAMO DIRE CHE UN ANIMALE “STA BENE”? Differenze tra Welfare e Welbeing – ETICOSCIENZA (Chiara Grasso)

Nella foto un ospite del Rifugio Animali Felici

TUTTOCCHI

Tra i vocalizzi che il mio gatto mi riserva quello che ho subito riconosciuto questa sera, il gutturale, è inconfondibile: segnala con compiacimento e soddisfazione (sua) che mi sta portando in dono una preda. Preferibilmente nel suo caso lucertole durante i giorni caldi oppure, nelle ore serali come oggi, topi. Per fortuna, e per un tacito patto tra noi, i malcapitati vengono sempre recapitati vivi, per quanto scossi, e consegnati quasi anche con una certa delicatezza. Il ratto di stasera, per giocare con le parole, è stato di un topolino di campagna. Quando l’ho visto, mi è sembrato piccolo in tutto quello in cui poteva esserlo: piccolo per la sua sottospecie, per la sua età, per la sua costituzione, piccolo in confronto al gatto, ai suoi stessi acuti squittii, alla notte, piccolo in confronto alla sua grande paura. Ma con due occhi enormi. Neri, lucidi e spalancati che si guardavano a destra e sinistra appena liberato, ancora tremava, incredulo di essere libero. E poi felici di aver individuato la migliore via di fuga. Corri nella tua tana topolino, inconsapevole che sto scrivendo di te. Nei miei ricordi sarai Tuttocchi, e sarà sempre un ricordo di una tenerezza infinita.

 

topino

 

Immagini dal web.